Piastri 1961:
prima del nome, il mestiere
Odore di segatura e vernice, una radio che suona a basso volume per compagnia, il rumore del legno che cambia tono quando la lama incontra una vena più dura. È il 1961, siamo in una vecchia stalla riadattata a laboratorio e Luciano Piastri fabbrica a mano mobili e arredi in un tempo che non corre e con rispetto per la materia. È una scena di ordinaria quotidianità ma è lì che nascerà La Regista, oggi simbolo di una memoria produttiva ed emblema di italianità.
Chi si avvicina a Piastri 1961 crede di cercare un arredo e poi scopre che in realtà sta cercando altro: un modo di lavorare che non si trova quasi più, un’idea di Made in Italy che non è una semplice firma ma che si traduce in ogni passaggio che porta al prodotto finito.
La Regista
La differenza tra una sedia qualsiasi e La Regista Piastri è tutta nella cultura che la costruisce.
Il legno non è visto come semplice superficie, è struttura, responsabilità, materia viva. Ogni essenza ha un carattere: una vena più nervosa, una fibra più docile, un modo diverso di reagire alla luce. Il legno viene trattato senza ridurlo a mero effetto estetico.
La Regista racconta la storia di Piastri perché porta in sé questo rispetto, la sua eleganza non è astratta: vive negli incastri, nelle geometrie. É la prova visiva di qualcosa fatto per durare nel tempo: è nata per le spiagge e i litorali, ambienti senza indulgenza dove primeggiano elementi naturali che ne temprano le fibre.
È un pezzo riconoscibile, sobrio, funzionale e capace di stare nei luoghi più esigenti con discrezione.
LE STORIE
PROGETTI
Ogni progetto nasce da un luogo. Noi lo ascoltiamo, poi lo traduciamo in legno, tessuti e dettagli costruiti su misura.
Ogni progetto nasce da un luogo. Noi lo ascoltiamo, poi lo traduciamo in legno, tessuti e dettagli costruiti su misura.
L’universo prodotti: una sola lingua.
La Regista è il simbolo, ma non è un episodio isolato. Attorno a lei Piastri 1961 costruisce un universo coordinato di elementi in legno. Pezzi che non nascono isolati, ma che fanno parte di una famiglia che condivide lo stesso linguaggio: proporzioni misurate, linee pulite, presenza discreta.
Ciò che conta è la coerenza di visione e di metodo, percepita nel comfort, nella solidità e nel modo in cui i dettagli restano al loro posto anche dopo molte stagioni.
